Tre giorni retribuiti per i docenti di ruolo e per i supplenti con contratto al 31 agosto o al 30 giugno, permessi non retribuiti per le supplenze brevi. Durante il permesso non ci sono fasce di reperibilità: ecco le regole in vigore e i loro limiti.
Quando a colpire è un alunno minorenne, le conseguenze cambiano con l'età: dai quattordici anni si risponde penalmente, sotto quella soglia no, ma i genitori rispondono comunque dei danni. Le regole aggiornate all'ottobre 2026 e i passi da compiere subito dopo l'aggressione.
La legge non fissa una temperatura massima per aule e uffici, ma obbliga il dirigente a valutare il rischio legato al microclima e ad adottare misure. Cosa può chiedere il docente e quando le riunioni online diventano una misura di tutela.
La malattia non obbliga a restare chiusi in casa tutto il giorno. Obbliga a farsi trovare nelle fasce di reperibilità e, anche fuori da quelle, a non fare nulla che contraddica la diagnosi o ritardi la guarigione.
I giorni che seguono la contestazione sono quelli in cui si prepara la difesa: leggere bene l'addebito, chiedere gli atti, scegliere chi assiste e decidere tra memoria scritta e audizione. Ecco come muoversi e quali errori evitare.
Dall'ingresso all'uscita, passando per il cambio dell'ora, la ricreazione e le uscite in bagno: come funziona l'obbligo di vigilanza, che ruolo hanno i collaboratori scolastici e perché, verso le famiglie, risponde il Ministero e non il singolo docente.
Il TAR non rifà la valutazione dei docenti: controlla come è stata presa la decisione. Quando una non ammissione è viziata, entro quanto tempo si impugna e che cosa succede se viene annullata.
Non tutti i docenti devono prendere servizio il 1° settembre: l'adempimento riguarda chi inizia un nuovo rapporto o cambia sede. Chi è tenuto, che cosa rischia chi non si presenta e quando il rinvio è legittimo.
Sui social il docente conserva la libertà di espressione di ogni cittadino, ma come dipendente pubblico deve rispettare le regole introdotte nel 2023 nel codice di comportamento. Ecco dove passa il confine tra opinione legittima e illecito disciplinare.
Usare i social durante la malattia non è vietato. Il problema nasce quando un contenuto mostra attività incompatibili con la diagnosi o danneggia l'immagine della scuola, perché ciò che si pubblica può diventare una prova.
Per i docenti le sanzioni sono ancora quelle del Testo unico della scuola, dall'avvertimento scritto alla destituzione. La scelta deve rispettare la gravità del fatto e la proporzionalità; contro la sanzione si agisce davanti al giudice del lavoro.
Un infortunio a scuola non significa automaticamente risarcimento, né colpa del docente. Come si distribuisce la responsabilità, quali sono i casi di esonero riconosciuti dalla Cassazione e quando l'amministrazione può rivalersi sull'insegnante.
Il piano personalizzato vincola la scuola, ma non assicura l'ammissione. I giudici guardano a un punto preciso: se le misure mancate hanno inciso davvero sui risultati che hanno deciso l'esito.
Nei giorni che precedono le lezioni il docente è in servizio, ma non deve essere a scuola ogni giorno: la presenza è dovuta per le attività convocate e programmate. Come distinguere un obbligo vero da una richiesta senza base contrattuale.
Uno sfogo su quanto accaduto in classe o una replica pubblica a un genitore possono avere conseguenze serie, anche senza fare nomi. Vediamo perché e come gestire una polemica online senza esporsi.
Durante la malattia non ogni attività è vietata, ma alcune sono molto rischiose. Il criterio della Cassazione, le regole sulle incompatibilità del docente e il caso delicato delle lezioni private.
La funzione educativa non si esaurisce con il suono della campanella, ma la vita privata resta privata. Un fatto estraneo al servizio conta, sul piano disciplinare, solo se per natura e gravità incide sulla funzione o sull'immagine della scuola.
Fuori dalla scuola l'obbligo di vigilanza non si allenta, anzi diventa più impegnativo. Cosa deve fare l'accompagnatore, quali controlli spettano alla scuola prima della partenza e quali accorgimenti aiutano a prevenire i problemi.
In alcune scuole circola l'idea che, se la famiglia vince al TAR, le spese le paghino i docenti che hanno votato la bocciatura. Non funziona così: ecco come si ripartisce la responsabilità in un organo collegiale.
Collegi, consigli di classe, GLO, scrutini: non tutto pesa allo stesso modo sul monte ore dei docenti. Come funzionano le 40+40 ore, chi decide il piano annuale e che cosa accade quando il limite viene superato.
Il divieto di smartphone per gli studenti e le regole sulla privacy limitano le riprese in classe, ma il problema più serio nasce con la pubblicazione. Ecco gli strumenti del docente e le responsabilità di chi diffonde il video.
La malattia sospende la prestazione di lavoro, anche quella a distanza. Che cosa va comunque letto, che cosa si può lasciare in sospeso e perché collegarsi a una riunione mentre si è assenti è una scelta rischiosa.
L'ordine di servizio è lo strumento con cui il dirigente organizza il lavoro e va eseguito, ma non senza limiti. Quando chiedere la forma scritta, come contestare un ordine ritenuto illegittimo e quando il rifiuto diventa un problema disciplinare.
Lasciare fuori dalla porta un alunno arrivato tardi può sembrare una risposta educativa, ma con un minorenne è una scelta rischiosa. Cosa comporta l'obbligo di vigilanza, che ruolo ha il regolamento d'istituto e come coinvolgere le famiglie.
Per la Cassazione il registro, anche elettronico, è un atto pubblico. Che cosa significa per chi lo compila ogni giorno: tempi, firme mancanti, correzioni lecite e modifiche che diventano reato.
Chi decide l'orario, se il giorno libero è un diritto, che cosa si può fare nelle ore buche e quando si è tenuti a sostituire un collega: le regole che distinguono un orario scomodo da uno illegittimo.
Un commento offensivo su un social network può essere diffamazione aggravata. Cosa fare subito, entro quando presentare querela e perché conviene non rispondere.
Dissentire da un collega è legittimo, anche con fermezza. Il problema nasce quando il confronto scivola nell'offesa personale, davanti agli studenti, in un gruppo di messaggi o durante un consiglio di classe.
La qualifica di pubblico ufficiale protegge il docente da offese, minacce e violenze, ma comporta anche doveri precisi, a partire dall'obbligo di denunciare i reati procedibili d'ufficio. Quando la qualifica c'è, quando no e cosa significa in pratica.
Un'annotazione resa visibile alla classe, una sigla accanto a un nome, un registro lasciato aperto: le regole su dati degli alunni, accesso delle famiglie e uso delle credenziali.
Chi lavora in più sedi, chi è a tempo parziale e chi beneficia della legge 104 ha esigenze particolari nell'orario. Non sempre esistono regole scritte, ma i limiti ci sono e si possono far valere.
Dall'anno scolastico 2026/2027 anche le sedute con votazioni possono svolgersi a distanza, ma solo se il regolamento d'istituto lo prevede. Cosa cambia per il docente: obbligo di collegarsi, telecamera, connessione che cade, convocazioni in ferie.
L'assenza per malattia va comunicata entro l'inizio dell'orario di lavoro, anche quando prosegue. Quali canali usare, che cosa fare se la scuola dice di non aver ricevuto nulla e perché i ritardi ripetuti possono diventare un problema disciplinare.
Non ogni conflitto è mobbing, ma un ambiente di lavoro ostile può essere illecito anche senza un disegno persecutorio. Gli elementi richiesti dalla Cassazione, gli obblighi dell'amministrazione e il modo di documentare i fatti.
Un voto finale lontano dai risultati del registro, verifiche mai annotate, un voto corretto dopo averlo comunicato, recuperi non attivati: come il giudice legge gli atti dell'anno.
La fine delle lezioni non coincide con la fine dell'anno scolastico. Che cosa resta dovuto dopo l'ultima campanella, quando si può rinunciare a un incarico d'esame, cosa fare in caso di malattia e come funzionano ferie e convocazioni estive.
A Taranto un incontro tra genitori e docente si è chiuso con la maestra al pronto soccorso e la madre denunciata. Anche quando si teme che un figlio sia stato colpito, farsi giustizia da soli è un errore: ecco cosa prevede oggi la legge e cosa fare invece.
È un falso mito che dopo due anni la sanzione disciplinare venga cancellata. Smette di produrre effetti, ma resta nel fascicolo personale, anche dopo la riabilitazione. E lo stesso accade ai procedimenti archiviati.
Dopo i saccheggi di Milano il Governo ha approvato un decreto-legge che presume la capacità di intendere e di volere dai quattordici anni e introduce sanzioni per i genitori. Cosa rischia un minorenne che sbaglia in piazza, cosa pagano i genitori e perché parlarne a scuola.
Non farsi trovare in casa alla visita fiscale può costare una sanzione disciplinare, che per i docenti sale di grado a ogni recidiva. Ma se l'uscita era urgente e lo si può dimostrare, l'infrazione non c'è: ecco le regole e come difendersi.
Collaboratori scolastici e docenti che lavorano su turni e assistono un figlio con disabilità possono chiedere un orario stabile. Il dirigente non può limitarsi a dire che l'orario è uguale per tutti, né rinviare di anno in anno: deve cercare soluzioni concrete e motivare l'eventuale rifiuto.
Trenta giorni per contestare, venti di preavviso per l'audizione, centoventi per chiudere. E una domanda che decide molti procedimenti: il dirigente scolastico può sospendere un docente? La Cassazione ha risposto più volte.
Due bambini senza vaccinazioni: uno alla scuola dell'infanzia, l'altro alla primaria. Il primo non può frequentare, il secondo sì. Non è una svista: è la legge del 2017, che distingue tra gradi di scuola, fissa scadenze precise per i dirigenti e vieta ai docenti di chiedere informazioni alle famiglie.
«Sei contitolare, quindi la classe la tieni tu.» È l'argomento più usato per mandare il docente di sostegno a coprire i colleghi assenti. Ed è sbagliato: le ore di sostegno nascono dal PEI di un alunno preciso, e il Ministero lo scrive dal 2009.
Chi assiste un figlio con disabilità e lavora a turni può chiedere un orario stabile compatibile con l'assistenza. Il datore può rifiutare solo dimostrando un onere sproporzionato, e le proroghe provvisorie ripetute per anni sono discriminazione. Vale anche nella scuola.
Il dirigente presenta una decisione come già presa, un docente non è d'accordo e lo dice. Il dissenso in un organo collegiale non è un illecito; conta il modo. Ecco cosa dicono le norme su verbali, registrazioni e piano annuale delle attività.
Lo screenshot di una chat privata, consegnato alla scuola da chi l'ha ricevuto, finisce in una contestazione disciplinare. Cosa dice la Cassazione sulla segretezza della corrispondenza, come si contesta uno screenshot e perché la data in cui la scuola ha saputo conta più di quanto si pensi.
Un'informazione sulla salute di un alunno esce dalla scuola e parte una contestazione. Chi deve provare da dove è uscita? E se il dirigente convoca per un chiarimento, bisogna rispondere subito? Le regole valgono per tutti i docenti.
Il procedimento si chiude con l'archiviazione, ma il provvedimento aggiunge una riga che invita il docente ad attenersi ai propri doveri. Sembra una formula di cortesia. Per la legge, però, le sanzioni disciplinari sono solo quelle previste e, a nostro avviso, quella riga ha il contenuto dell'avvertimento scritto.
Per chi lavora a tempo determinato nella scuola vale una regola poco conosciuta: la fine del contratto estingue il procedimento disciplinare in corso. Con due eccezioni che è bene conoscere.
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